Reportage d’archivio: aperture, voli, dati sulla popolazione e disponibilità dei ristoranti si riferiscono al periodo del testo originale, in particolare al 2020–2022. Controlla le informazioni aggiornate prima del viaggio.
Il fascino dell’isola è irresistibile. Un viaggio tra Ciutadella e Mahón, spiagge preservate e punti di riferimento per non perdere le sue attrattive.
A Minorca non si va soltanto: si torna. E ogni ritorno può sembrare il primo. Dal mare o dall’aereo, il profilo verde e leggermente roccioso, circondato dal blu, anticipa i piaceri del soggiorno. La più settentrionale e la seconda per estensione delle Baleari è terza per popolazione. Il suo carattere relativamente tranquillo ha contribuito a preservarne paesaggio, identità e prodotti locali. Terra e mare formano una riserva della biosfera UNESCO; il cielo ha un riconoscimento Starlight per l’osservazione delle stelle, mentre la gastronomia è stata celebrata dal titolo di Regione europea della gastronomia per il 2022.
Nei circa 53 chilometri di lunghezza e 19 di larghezza dell’isola, la poesia del paesaggio fa nascere un senso di appartenenza. Nella poesia Menorca, Miquel Martí i Pol evoca un’isola sul limite del tempo, che trasforma il calore dell’oriente in luce, sabbia, mare, pietra e mistero. Tutto sembra al proprio posto e il visitatore raramente si sente fuori luogo. Nel Breviario mediterraneo, Predrag Matvejević presenta l’identità mediterranea come una scelta e una conquista, più che una semplice eredità. Minorca ispira sentimenti simili. Il richiamo a un turismo consapevole si è arricchito con l’apertura di Hauser & Wirth Menorca il 17 luglio 2021, con una mostra dell’artista afroamericano Mark Bradford. Il reportage descriveva 1.500 metri quadrati in otto gallerie, un giardino con opere di Chillida e Louise Bourgeois, negozio e ristorante. La sede è l’ex ospedale navale di Illa del Rei, al centro del porto di Mahón. Il restauro è stato guidato dall’architetto Luis Laplace e i giardini progettati da Piet Oudolf, noto per il lavoro sulla High Line di New York.
All’epoca del reportage, l’interesse per Minorca cresceva rapidamente. Il testo segnalava che i visitatori francesi erano aumentati di sedici volte in dieci anni, collocandosi in testa alle statistiche di fine 2020, davanti a britannici, italiani e tedeschi. L’offerta alberghiera si ampliava: tenute storiche restaurate di Les Domaines de Fontenille, Torralbenc ed Es Bec d’Aguila, il palazzo Can Faustino a Ciutadella e boutique hotel come Cristine Bedfor a Mahón. L’articolo annunciava nove nuove rotte estive dirette Ryanair, tre nazionali e sei europee, tra cui Bordeaux, Marsiglia e Tolosa. Transavia aggiungeva voli da Parigi, Lione e Nantes. Sono riferimenti storici, non un programma attuale dei voli.
La ricchezza naturale di Minorca non si limita alle spiagge, pur essendo il grande richiamo estivo. Il testo originale descriveva una popolazione che passava da circa 96.000 a 200.000 persone nella stagione. Per godersi le calette, è importante capire il vento. Tramuntana, llevant, marinada, migjorn, mistral: questi nomi diventano familiari, perché scegliere una spiaggia significa verificarne l’esposizione. Un vento da nord può favorire il sud, mentre uno da sud può rendere più piacevole il nord. Le condizioni del giorno e i consigli locali aiutano a trovare un luogo riparato; un abitante può suggerire una spiaggia e il momento per spostarsi.
Di spiaggia in spiaggia
Il nord è generalmente più selvaggio e alcune spiagge sono meno accessibili. Cavalleria è un’eccezione: un sentiero con qualche dislivello porta a una spiaggia preservata di quasi 500 metri, con sabbia grossa e un orizzonte aperto. Anche Binimel·là conserva un aspetto naturale: si arriva in auto vicino alla spiaggia principale e, a destra lungo il Camí de Cavalls, si raggiungono piccole calette. Na Macaret è una possibilità per le famiglie. Cala Pregonda cambia lo scenario, tra sabbia rossastra, acqua limpida e rocce che emergono dal mare. La fatica del percorso si dimentica presto. Vicino a Ciutadella, le spiagge di Algaiarens, Dels Tancats e Des Bot, ripagano i circa venti minuti a piedi dal parcheggio. Il reportage segnalava anche Ivette Beach Club, a Cala Morell, per posizione e panorama.
A sud, la facile Es Canutells introduce alle spiagge di sabbia più fine e bianca e alle acque trasparenti. Binigaus, presso Sant Tomàs, mantiene un aspetto preservato. Il reportage suggeriva di parcheggiare vicino al ristorante sulla spiaggia Es Bruc e fermarsi per le cozze al vapore. A Cala en Porter segnalava il percorso delle grotte di Kayak Menorca: tre ore sotto le scogliere e presso le grotte d’en Xoroi, con la terrazza di tante cartoline, della Llum e di Sant Josep, fino a Cales Coves, associata a lungo al naturismo e a un’atmosfera bohémien. Anche Son Bou, non lontana, si presta alle attività nautiche. Verifica orari e modalità attuali con i fornitori.
Cala Macarella e Cala Macarelleta sono quasi collegate. Forse sono tra le spiagge più fotografate dell’estate a Minorca: la bellezza lo spiega subito. Pareti calcaree proteggono acqua turchese, sabbia bianca e pini. L’affluenza può rendere meno tranquilla la visita, ma a settembre, per esempio, le ore scorrono senza accorgersene. Cala Mitjana ha un fascino simile. Per andare oltre, gradini tra rocce e pini sulla sinistra conducono verso Cala Trebalúger. Il lungo sentiero, talvolta impegnativo, termina in una cala la cui bellezza selvaggia ripaga la fatica. Cala Turqueta, Es Talaier, Fustam e Cala Tortuga sono altri nomi da ricordare. Queste spiagge invitano ad abbandonarsi al paesaggio, come rileggere una poesia familiare e trovare qualcosa di nuovo. Salsedine, pini, roccia e sabbia riportano ai sensi. L’equilibrio tra elementi contrastanti crea ricordi che prolungano il viaggio.
Quando il vento non arriva da nord, est o nord-est, Sa Mesquida, subito dopo il paese omonimo a nord di Mahón, può essere un’ottima scelta. Vicina alla città, sembra appartenere a un altro mondo. Più a nord lungo la costa orientale, il piccolo paese di Es Grau, nel parco naturale di S’Albufera des Grau, ha una spiaggia dalle acque molto basse apprezzata dalle famiglie con bambini.
Cosa conoscere di Minorca
Oltre alle spiagge, alcune tradizioni appartengono alla vita di Minorca: i muri a secco, legati a un sapere riconosciuto come patrimonio mondiale; le feste patronali con i cavalli protagonisti; i cancelli caratteristici in legno d’olivastro. E inoltre:
01 Camí de Cavalls. Questa rete di sentieri permette di seguire il perimetro dell’isola a piedi, a cavallo o in bicicletta. Il reportage sottolinea il restauro legato allo studio di architettura e paesaggio di Isabel Bennasar. Per lei, conservarne il carattere significa bilanciare la scoperta della campagna con la sua protezione. Anche in architettura difende il recupero delle tradizioni e il riutilizzo di edifici e infrastrutture obsoleti per creare progetti integrati nel luogo.
02 I fari. Punta Nati, Cavalleria e Artrutx punteggiano il litorale con sagome evocative. Favàritx si distingue per dimensioni e paesaggio: costruito nel 1922, serviva la navigazione tra Algeria e Marsiglia. Martí i Pol ha dedicato una poesia a questo luogo, immaginato come un punto in cui il mondo potrebbe finire o cominciare.
03 S’Albufera des Grau. Il parco naturale comprende una laguna, Illa d’en Colom e capo Favàritx. Su oltre 5.000 ettari, le cinque riserve naturali riuniscono zone umide, terreni agricoli, boschi e costa. Una passeggiata segue il Camí de Cavalls da Favàritx verso Es Grau, passando per Cala Presili e Cala Tortuga. L’articolo descrive un tratto di sei chilometri tra costa preservata e dune, tra canne, ginepri, sparto pungente e calcatreppola marittima, con spiagge lungo il cammino.
04 I talaiot. In Mô, omaggio musicale di Serrat a Mahón, un talaiot evoca la storia dell’isola e la sua vigilanza sul mare. I monumenti preistorici in pietra appartengono al patrimonio archeologico minorchino. La Naveta des Tudons è uno degli edifici simbolo; Talatí de Dalt, Torre d’en Galmés, Torralba d’en Salort, Trepucó, Son Catlar e Sant Agustí Vell permettono di esplorare questo passato lontano.
05 La pietra di marès. Questa arenaria locale dà carattere agli edifici storici di Ciutadella e Mahón. Per scoprirne la storia, Lithica – Pedreres de s’Hostal riunisce cave di epoche diverse in un luogo particolare. La pietra ispira ancora l’architettura: nel 2018 Ensamble Studio ha progettato la casa Ca’n Terra dentro una cava.
06 La caldereta. La zuppa d’aragosta suscita una devozione simile a quella delle spiagge: chiedi un indirizzo e ne ricevi venti. Iniziarla è un piacere; finirla quasi un dispiacere. Fornells è legata a questa ricetta un tempo preparata dai pescatori. Il reportage suggeriva Es Cranc, Es Port, Sa Llagosta e Can Tanu per assaggiarla.
07 La pomada. Il gin Xoriguer, legato all’eredità britannica, è un altro simbolo locale. Mescolato al limone, diventa la bevanda tradizionale delle feste. Molto fredda, può essere ingannevolmente facile da bere.
08 I llocs. Case di campagna o tenute agricole, presenti sulle alture dell’interno, riconoscibili per l’architettura tradizionale e le pareti bianche.
Due capitali
A est dell’isola, Mahón è la capitale attuale. Il porto naturale, lungo circa sei chilometri, è tra i più grandi d’Europa e merita una passeggiata. Nello stesso complesso portuale si trova Cales Fonts, a Es Castell, tra ristoranti e tradizioni marinare. Il centro di Mahón ospita il Teatro Principal, teatro d’opera del 1829, e i mercati del Claustro e del Peix, dove abitanti e viaggiatori si ritrovano tra formaggi, sobrasada, ensaïmadas e pesce. Il reportage citava la ceramista Blanca Madruga e il pittore Pol Marban come esempi della creazione locale. Apprezzava inoltre gli interventi nel centro, in particolare la pedonalizzazione di Bastió e la riorganizzazione del traffico intorno a S’Esplanada promossa dall’associazione del quartiere, per passeggiare più tranquillamente.
All’altra estremità, a soli 46 chilometri, si trova Ciutadella. Il ruolo di antica capitale prima del dominio britannico spiega la ricchezza del patrimonio: palazzi Salort e Torre-Saura, municipio con il suo punto panoramico e cattedrale di Santa Maria. Le vie medievali invitano a passeggiare, soprattutto dopo un panet con sobrasada e formaggio al café Imperi.
Nella vivace Plaça des Peix, il reportage consigliava Ulisses per un aperitivo che si prolunga in pranzo e pomeriggio tranquillo. Suggeriva anche Smoix, Es Tast de na Silvia e una conversazione con gli abitanti a Sa Prensa. L’architettura contemporanea offre un altro sguardo: il centro di assistenza Santa Rita di Manuel Ocaña, l’ostello Sa Vinyeta di Ripoll-Tizón e la minimalista Casa E di Marina Senabre a Es Mercadal.
A fine giornata, una spiaggia o una terrazza invitano a osservare il cielo stellato e ricordare colori e profumi del giorno. La capacità dell’isola di conservare il carattere contribuisce al suo fascino. Per chi se ne innamora, il firmamento sembra abbastanza ampio da ospitare tutti i cieli immaginati nella musica di Jaume Sisa.
Altri suggerimenti dal reportage originale
Questi suggerimenti sono conservati dal reportage d’archivio. Verifica direttamente orari, menu e disponibilità attuali.
- Can Bernat des Grau, sulla strada Maó–Fornells: un ristorante con barca propria, menu breve e pesce fresco (650 97 46 85).
- Balear è un classico di Ciutadella, affiancato nell’articolo dal locale dello stesso gruppo Pins 46.
- La Caraba, a Sant Lluís, era segnalato per il carattere minorchino.
- Can Los, a Es Castell, era consigliato per aragosta con uova e patate fritte (971 15 73 73). Sul porto il testo citava anche Trébol.
- Nel centro di Mahón, Ses Forquilles era indicato come chiuso fino all’autunno successivo al momento della scrittura. Lo stesso gruppo gestiva Rais sul porto, noto per i piatti di riso, e il ristorante dell’hotel Cristine Bedfor, appena aperto allora.
- Sa Sucreria, a Es Mercadal. Ensaïmada deriva da saïm, il grasso di maiale usato nell’impasto. Oltre alla versione classica, il reportage consigliava quella con sobrasada.
- Cap Roig unisce vista su Sa Mesquida e cucina minorchina, secondo il testo originale.
- Per la cultura, il centro Ca n’Oliver aiuta a comprendere l’importanza di Mahón nei periodi britannici. A Ciutadella, la galleria Vidrart espone arte moderna e contemporanea e sostiene gli artisti locali.